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Il diavolo e la rosa

INFORMAZIONI GENERALICopertina del libro "Il diavolo e la rosa"
– autrice: Virginia Dellamore
– titolo: Il diavolo e la rosa
– anno di pubblicazione: 2017
– casa editrice: self-published
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TRAMA
Yorkshire, Inghilterra, 1836. La vita è stata generosa e allo stesso tempo avara con Rosalynn. Le ha donato la bellezza ma l’ha privata dell’affetto di una famiglia. Da ventun anni, infatti, vive nello stesso orfanotrofio nel quale è stata abbandonata quando era piccolissima, e la sua esistenza è tutto fuorché idilliaca. La perfida direttrice dell’istituto, che nutre verso di lei una particolare antipatia, l’ha relegata ai compiti più faticosi e miserabili. Rosalynn trascorre le sue giornate lavorando e coltivando sogni segreti alimentati dai libri che legge. Libri che si procura di nascosto: al calar della sera, mentre le ombre dilagano nella brughiera, sgattaiola dal convitto e raggiunge il castello di Harwood a poche miglia di distanza.
Il maniero è disabitato, ma lei ha scovato un’imposta rotta ed è riuscita a entrare. Ogni giorno, attraversando un dedalo di grandi sale ricoperte di polvere e detriti, raggiunge l’immensa biblioteca ancora piena di volumi. Non ha mai incontrato nessuno, muovendosi sempre indisturbata.
Una sera, tuttavia, la solitudine dei luoghi subisce una brusca interruzione. All’improvviso, Rosalynn ode dei passi umani e si scontra con un uomo che afferma d’essere Lord Beaumont Harwood, proprietario del castello e di tutto ciò che esso contiene.
Benché coraggiosa, non può fare a meno di esserne intimorita: il conte non è soltanto un uomo dai modi scortesi, ma è anche l’individuo più spaventoso sul quale abbia mai posato lo sguardo. Il suo volto è ricoperto di ustioni e cicatrici ed è privo di una gamba al posto della quale indossa un terrificante arto finto. In più, la accusa di essere una ladra e minaccia di condurla in prigione per averlo derubato.
Rosalynn si trova costretta ad andare a vivere al maniero, assunta come domestica, per ripagare il furto commesso.
La vita al castello è più dura del previsto. Se ciò non bastasse, Lord Harwood non è affatto un gentiluomo: la gente del villaggio lo ha soprannominato “la Bestia” a causa del suo aspetto e dei suoi modi.
Per forza di cose, vivendo sotto lo stesso tetto, Rosalynn comincia a conoscerlo meglio, scoprendo che dietro la sua apparenza intrattabile si cela un uomo ferito dalla vita, trafitto dal peso di tragiche colpe passate e ormai rassegnato a vivere nascosto.
Nel contempo, i segreti riguardanti le origini di Rosalynn e l’identità dei suoi genitori si rivelano non meno misteriosi e tragici, e tutto sembra precipitare verso un epilogo drammatico…
Sullo sfondo della cupa brughiera inglese, un romanzo liberamente ispirato alla favola della Bella e la Bestia. La storia di una passione tormentata e di un sentimento purissimo capace di guardare oltre l’apparenza, sgretolare i pregiudizi e dimostrare che la vera bellezza non ha a che fare con la perfezione del corpo ma con l’armonia dell’anima.

RECENSIONE
La bella e la bestia è sempre stata la mia fiaba preferita e Virginia Dellamore è un’autrice di cui vado pazza. Era quindi con estrema trepidazione che attendevo l’uscita di questo romanzo.
Nella prima parte l’autrice ha saputo come al solito ricreare la sua magia: la prosa meravigliosa e forbita e la trama nota ma rielaborata mi hanno conquistata. Fino a due terzi del libro. Da quel punto le vicende si dispiegano in modo inutilmente arzigogolato, con risvolti e 
coincidenze così artificiosi che il mio entusiasmo è poco a poco scemato e non sono più riuscita a trovare la storia appassionante.
Insomma, il romanzo verso la fine ha disatteso le mie aspettative, ma non così la copertina, che è la mia preferita tra quelle dei libri dell’autrice.

GIUDIZIO
6 e 1/2 su 10

Un mascalzone senza pari

INFORMAZIONI GENERALI
– autrice: Virginia Dellamore
– anno di pubblicazione: 2017
– casa editrice: self-published
– e-book: Un mascalzone senza pari

TRAMA
Londra. 1812. Lord Lancelot Devon – una canaglia come pochi, ormai quasi sul lastrico – si trova dinanzi a un terribile bivio: finire sommerso dai debiti o trovare una moglie ricca. La sua avversione nei confronti del vincolo matrimoniale è tale che quasi preferirebbe la prigione. Tuttavia, persuaso dalla sua amica Cassie, una prostituta dallo spirito materno, decide di andare a caccia della signorina più danarosa fra le molte debuttanti della Stagione.
La sua attenzione si focalizza subito su Miss Mary Daniell, la figlia di un mercante arricchito, con una dote favolosa e una rendita altrettanto allettante. Lancelot dà per scontato che la giovane, rozza e tutt’altro che bella ereditiera, abbagliata dall’idea di diventare duchessa, accetterà di buon grado la sua ben poco romantica proposta, più simile a un accordo d’affari che a una dichiarazione d’amore.
Ma ha fatto male i suoi conti: Mary Daniell, pur essendo effettivamente maldestra e senza alcun fascino, si rivela un osso più duro del previsto. Del tutto disinteressata al suo titolo e dotata di pochi peli sulla lingua, lo respinge con ironico disprezzo.
Cosa può succedere quando un mascalzone disposto a tutto pur di ottenere ciò che vuole, decide di sposare a ogni costo una donna che gli resiste?
E se la donna senza fascino si rivelasse, in definitiva, pericolosamente attraente?
Una storia romantica e passionale, all’insegna di vivaci schermaglie, apparente indifferenza e devastante gelosia, feste danzanti, fughe, inseguimenti e altre fughe, ma non priva di momenti toccanti.
Un romanzo che racconta di un matrimonio di convenienza destinato a diventare un matrimonio d’amore, e di due trasformazioni: quella di una ragazzina in una donna e, parafrasando Shakespeare, quella di una bestia in un uomo.

RECENSIONE
Come in altri romanzi di Virginia Dellamore (Una stravagante ragazza perbene e Non posso esistere senza di te), anche in questo il protagonista maschile prova sentimenti cui non sa dare un nome se non dopo parecchio tempo. La ripetitività di questa dinamica, tuttavia, non penalizza troppo il libro, in quanto la trama è come al solito molto coinvolgente.
Dopo un inizio dettato da ragioni di convenienza (o meglio, di sconvenienza!), Mary si trova preda di sensazioni che cerca strenuamente e inutilmente di soffocare, e Lancelot si scopre invaso da emozioni che non riconosce.
Una serie infinita di fraintendimenti, battibecchi e colpi di scena tiene Mary e Lancelot sul piede di guerra fino alle ultimissime pagine.
L’epilogo rasserena l’atmosfera e fa sognare.
I personaggi secondari sono ben delineati. La mia preferita, per quanto sia una comparsa marginale, è la genuina e pittoresca lady Ranelagh.
Il punto davvero dolente del libro è la copertina: l’uomo disegnato sembra fatto di plastica e la sua posa è imbarazzante.

GIUDIZIO
8 su 10

Non posso esistere senza di te

INFORMAZIONI GENERALICopertina del libro "Non posso esistere senza di te"
– autrice: Virginia Dellamore
– titolo: Non posso esistere senza di te
– anno di pubblicazione: 2016
– casa editrice: self-published
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TRAMA
Inghilterra, 1814. È una gelida notte di novembre, nel Northumberland, quando Ophelia Northon, sedici anni, lunghi capelli rossi, un’aria da folletto e un’anima romantica, sgattaiola fuori dalla sua camera in segreto. Il batticuore del primo amore la accompagna mentre raggiunge Joshua, il ragazzo dei suoi sogni, in procinto di partire per un paese lontano. Intende fargli un giuramento, assicurargli che lo aspetterà fino al suo ritorno, e donargli se stessa come pegno della propria promessa.
Purtroppo non arriva a destinazione: lungo la strada, un incidente imprevisto infrange ogni suo sogno, trasformando le speranze in chimere. Per giunta, il responsabile della sciagura che si abbatte sulla sua vita è qualcuno che lei già detesta: Lord Philip Percy, nipote ed erede del conte di Alnwick, un ragazzo arrogante, superbo e scontroso.
A distanza di otto anni da quella tragica notte, Ophelia è una giovane donna disillusa che vive isolata in un remoto villaggio scozzese. Non ha mai smesso di pensare a ciò che è accaduto, immaginando la vita desiderata insieme a Joshua e detestando Philip con tutta l’anima.
Ma cosa accade se il destino decide di rimescolare le carte?
Inaspettatamente, in forza di una strana disposizione testamentaria, Ophelia deve tornare in Inghilterra. Ad Alnwick si ritrova ad affrontare i fantasmi del passato: incontra di nuovo Joshua, appena rientrato dall’America, e Philip, ormai diventato conte, sempre più sprezzante e perfino più detestabile di quando era ragazzo. Riuscirà, Ophelia, a colmare il tempo perduto, recuperando i propri sogni, nonostante le profonde ferite impresse nella sua anima e nel suo corpo?
E se, nel frattempo, i sogni fossero cambiati? Se l’amore, quello vero, avesse altri progetti per il cuore?
Un romanzo sul valore delle prime impressioni, sul senso di colpa, il perdono e il riscatto. La storia di una passione fortissima e di un sentimento assoluto che travalica il tempo e l’apparenza.

RECENSIONE
Ecco un romanzo che mi ha irrimediabilmente coinvolta fin dalla prima pagina.
Il sentimento che lega Philip a Ophelia nasce come un fulmine a ciel sereno e viene descritto come un invincibile incantesimo. Il ragazzo, poi diventato uomo, non riesce a comprendere né la natura né la potenza delle emozioni che prova, ma si ritrova sempre col pensiero, gli occhi e il cuore rivolti verso Ophelia.
Ci sono capitoli dedicati al punto di vista di ciascuno dei due protagonisti, e io ho adorato in particolar modo quelli relativi ai pensieri di Philip: è struggente vedere come si dibatte per liberarsi da lacci invisibili dell’amore che lo tengono avvinto. Ed è ancora più romantica la sua resa incondizionata al sentimento che per anni l’ha accompagnato.
Ophelia è briosa, gentile e piena di coraggio. Anche lei riconosce solo dopo molto tempo ciò che il suo cuore in fondo ha sempre saputo ed è meraviglioso assistere a una simile presa di coscienza.

Questo è il libro che finora ho preferito della bravissima Virginia Dellamore, forse perché ho un debole per le storie in cui i personaggi passano da un’acerrima rivalità e da una contrastata attrazione a un amore incontenibile. Lo rileggerò di sicuro altre volte, e sarà sempre splendido immergermi nelle intense emozioni che queste pagine regalano.

GIUDIZIO
10 su 10

 

Lady Opaline

INFORMAZIONI GENERALI
– autrice: Virginia Dellamore
– anno di pubblicazione: 2015
– casa editrice: self-published
– e-book: Lady Opaline

TRAMA
Inghilterra, 1800. Opaline è una lady molto particolare: aristocratica, bella come il sole, con due splendidi occhi color fiordaliso, potrebbe ambire a sposare un duca. Ma a lei non importa nulla dei salotti mondani o di sfoggiare vestiti e sorrisi a Londra durante la Stagione; il suo desiderio più grande è vivere in campagna, tra il cielo e l’erba, a contatto con la natura, gli animali, e il ricordo della sua idilliaca infanzia. Un’infanzia finita con la morte del padre, la cui assenza ha lasciato un vuoto incolmabile nel suo cuore. Opaline è cresciuta così: insofferente alle regole, più brava ad arrampicarsi sugli alberi che a servire il tè, danzare il minuetto o lanciare sguardi languidi da dietro un ventaglio. A diciotto anni appena compiuti, Opaline è schietta, genuina, generosa e solare. Innamorata di un amico d’infanzia, il dolcissimo Edward, non osa rivelargli i propri sentimenti e si limita ad ammirarlo da lontano. Intanto, di notte, si reca nei boschi per distruggere le trappole dei bracconieri, cura gattini e colombi feriti, legge romanzi d’avventura e cavalca senza sella, provocando nella madre ben più di un sussulto d’angoscia al pensiero che la sua unica figlia femmina sia una tale scapestrata.
Quando Alexander Knight giunge nel Leicestershire dalla lontana America, Opaline si ripropone di detestarlo. Lui è l’antitesi di Edward: tanto quest’ultimo incarna l’idea fiabesca del principe azzurro, quanto Alexander è il perfetto prototipo del mascalzone. Sfacciatamente ricco e arrogante, Mr. Knight si contrappone ai damerini inglesi, è maleducato e materiale, passionale e cinico, e cela un drammatico segreto che risale al suo passato.
L’incontro fra i due si traduce ben presto in uno scontro di volontà saturo di scintille. Lui è attratto da questa insolita giovane donna che pare del tutto inconsapevole della propria bellezza, e lei è inquietata da un uomo così deciso e scandaloso che sembra nascondere l’inferno in fondo agli occhi.
Ma l’amore arriva dove la ragione si arrende.
Durante una sfolgorante primavera, tra balli, concerti, pic-nic all’aperto, incontri al chiaro di luna e viaggi rocamboleschi, Alexander e Opaline si avvicineranno più di quanto avessero mai immaginato, scoprendo cose impensabili l’uno dell’altra: che anche l’uomo dai modi più spietati nasconde un’anima, e basta una tenera scintilla a scatenare un incendio; che una donna innamorata è capace di uno straordinario coraggio; che la patria non è un luogo terreno ma il posto dove abita il cuore, e che un perdono sincero può dare più soddisfazione di un’atavica vendetta

RECENSIONE
La scrittura è sciolta, elegante ed estremamente accurata.
La storia è narrata con tale maestria da rendere impossibile staccarsene anche solo per un attimo. 

I personaggi sono caratterizzati con grande perizia e l’autrice permette di seguire i pensieri di entrambi alternando capitoli con il punto di vista dell’uno a capitoli con il punto di vista dell’altra.
La straordinaria vitalità di Opaline e l’affascinante anticonformismo di Alexander mi hanno piacevolmente richiamato alla mente, in alcuni passaggi, Rossella e Rhett di Via col vento.
L’unica cosa che mi ha lasciata un po’ con l’amaro in bocca è il finale: ho trovato frettoloso il ricongiungimento dei due protagonisti e a tratti artificiosi i chiarimenti tra loro.

A parte questo, il romanzo è splendido, emozionante e mi ha rapita fin dalla prima pagina.
Non vedo l’ora di leggere altri libri di questa bravissima autrice!

GIUDIZIO
9 su 10