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Schiava per vendetta

INFORMAZIONI GENERALI
– autrice: Ann Owen
– anno di pubblicazione in Italia: 2014
– casa editrice: self-published
– e-book: Schiava per vendetta

TRAMA
Londra, 1851. Guy Spencer, quarto conte di Ashbourne, odia profondamente Jane Hartwell, la ragazza con la quale ha condiviso l’infanzia. E quando i problemi economici della famiglia Hartwell spingono Jane a chiedere il suo aiuto, Guy le propone un patto ignobile: lui salverà suo padre dalla prigione, in cambio lei diventerà la sua schiava sessuale per sei mesi. Costretta a sottomettersi a ogni suo desiderio, in una sconvolgente alternanza di estasi e umiliazione, Jane si sente sempre più confusa.
È proprio odio quello che prova per il suo crudele padrone?
E Guy, perché si sta vendicando di lei? Cos’è accaduto tra loro anni prima, da spingerlo a cercare una tale scioccante rivalsa?

RECENSIONE
Il prologo di questo libro mi ha alquanto intrigata e ho proseguito la lettura per scoprire la ragione del risentimento che Guy prova per Jane. Mi aspettavo che Jane avesse fatto a Guy qualcosa di eclatante, che in qualche modo giustificasse una vendetta di simili proporzioni.
Quando l’autrice ha svelato l’evento scatenante di tale odio sono rimasta delusissima.
Il presupposto su cui si fonda l’intera impalcatura della trama è talmente fragile, che tutto il romanzo mi è parso non più la vendetta atroce di un uomo disturbato emotivamente, ma il piano crudele di un malato mentale.
Parimenti, Jane non rappresenta la figura di una donna dolce, fragile e molto innamorata: è invece una donna debole e con gravi disturbi della psiche.

Insomma, il motivo per cui questo romanzo non mi è piaciuto non è solo il fatto che le prestazioni cui è sottoposta Jane sono avvilenti e in alcuni punti davvero disgustose, o l’incredibile coincidenza per cui entrambi i protagonisti (e non uno solo!) soffrono di disturbi psichici. Il motivo principale è che tutta la trama è costruita su un avvenimento pressoché inconsistente.

Nemmeno il finale risolleva le sorti del libro, perché non lascia intravedere alcuna speranza di cambiamento nelle personalità dei protagonisti e nelle loro dinamiche relazionali.

GIUDIZIO
3 su 10