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Patricia Brent, zitella

INFORMAZIONI GENERALI
– autrice: Herbert Jenkins
– titolo originale: Patricia Brent, Spinster
– anno di pubblicazione in formato e-book: 2004
– casa editrice: Elliot Edizioni
– e-book: Patricia Brent, zitella

TRAMA
Siamo a Londra, durante la prima guerra mondiale. La giovane Patricia lavora per un personaggio politico dalle scarse capacità e alloggia alla pensione Galvin, presso la quale risiede una variegata comunità che si ritrova ogni sera a cena attorno allo stesso tavolo. Un giorno, per caso, la ragazza ascolta una conversazione tra due ospiti che parlano di lei con accenti pietosi, sottolineando come la ragazza “non abbia nessuno che la inviti fuori”. Sentendosi umiliata, in un momento di rabbia Patricia annuncia di aver ricevuto per l’indomani un invito al ristorante dal suo fidanzato. Nulla di strano, se non fosse che il fidanzato non esiste né si intravede all’orizzonte. Pensando di essersela cavata con una piccola bugia e un pranzetto solitario, il giorno dopo, giunta al ristorante, si rende conto invece di essersi cacciata in un bel pasticcio, quando nota alcuni ospiti della pensione seduti a un tavolo con l’evidente scopo di spiarla. Per paura di essere scoperta, Patricia si avvicina a un giovane ufficiale chiedendogli di aiutarla a tenere il gioco. È così che fa la conoscenza di lord Peter Bowen, ed è da lì che prende il via una divertente, raffinata e modernissima commedia degli equivoci: il giovane, infatti, non si limita a sostenerla nella messinscena al ristorante ma, con il passare dei giorni, si fa sempre più insistente perché il fidanzamento si concretizzi, tra lo sgomento di Patricia e molti, spassosi malintesi.

RECENSIONE
I primi capitoli sono originali e la scrittura si mantiene piena di gradevole e sagace umorismo dalla prima all’ultima pagina. Eppure, nulla di quello che viene narrato riesce a suscitare in me la benché minima emozione, noia e irritazione a parte.
La storia tra Patricia e Peter è fredda e nient’affatto coinvolgente, e diventa poi insopportabile quando l’orgoglio di Patricia raggiunge vette inesplorate.
La smaccata preferenza dell’autore per gli appartenenti alla nobiltà ha inoltre reso il romanzo una scacchiera con pedine nere, ossia i non nobili per lo più gretti e meschini, e pedine bianche, ossia gli illuminati nobili.
Tra i personaggi di sangue non blu ce n’è qualcuno che si salva, ma non è comunque immune da difetti: Triggs ha un cuore d’oro ma ha l’animo di un bambino e un gusto infame nel vestire; il signor Gustave è gentile ma un po’ troppo compassato; la signorina Hamilton è una cara vecchietta ma a talvolta è un’impicciona.
Invece tra i personaggi nobili non ce n’è uno che, per quanto eccentrico, non risplenda di luce propria e non sia degno di ammirazione.
Questo fa parte dei romanzi che sicuramente non rileggerò.

GIUDIZIO
5 su 10