Dita come farfalle

INFORMAZIONI GENERALICopertina del libro "Dita come farfalle"

– autrice: Rebecca Quasi
– titolo: Dita come farfalle
– anno di pubblicazione in Italia: 2018
– casa editrice: Dri Editore
scarica l’e-book

TRAMA

Londra, 1818. Per Lady Caroline Webster, figlia del duca di Clarendon, è naturale sposare per convenienza James Cavendish, duca di Rothsay. E non trova nulla di anormale nemmeno nell’essere del tutto ignorata da lui dopo le nozze. Del resto, unico scopo della loro unione è il mantenimento del casato e il concepimento di un erede, obiettivo che richiede sporadica e taciturna applicazione.
Il tranquillo menage precipita quando, in seguito a un aborto spontaneo, Caroline scopre che suo marito non è l’uomo freddo e posato che si è sforzato di apparire.

RECENSIONE

Caroline è stata educata con le regole più ferree del ton per essere una perfetta duchessa. Tuttavia, dopo un grande trauma che subisce, comprende improvvisamente cosa conta nella vita e che le regole sinora osservate non prevalgono su quello che il cuore comanda.
La protagonista è magnifica, così atipica, forte e piena di dignità.
James è una vittima dell’educazione ricevuta e della cultura in cui è cresciuto. Quando il fato cambia la sua situazione, si rende conto della fortuna che ha avuto a legare la sua vita a quella di Caroline.
Rebecca Quasi racconta una storia di cambiamento, perdono, lotta e accettazione, e il risultato è un romanzo ardito ma perfettamente ambientato nell’epoca Regency.
Il titolo è molto romantico e seducente.
Peccato per gli errori grammaticali, che ogni tanto adombrano la lettura.

GIUDIZIO

8 e 1/2 su 10

 

2 thoughts on “Dita come farfalle

  1. Anche a me è piaciuto molto.
    Io ho trovato molto realistico il personaggio maschile, un uomo del suo tempo che fa cose che noi giudicheremmo immorali, ma che per allora erano la normalità.
    Più che errori grammaticali, io ho trovato refusi.

    • Ciao Laila! Concordo con il tuo parere sul duca: l’autrice è stata molto brava a descriverlo rispettando le usanze dell’epoca, ma al contempo a renderlo anche umano ai nostri occhi.
      Purtroppo ci sono anche errori di grammatica, come pronomi maschili che dovrebbero essere femminili… Spero che la casa editrice provveda al più presto a correggerli, anche perché sono davvero l’unica cosa negativa di questo bel romanzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *